L’accesso ai risultati della ricerca pubblicata attraverso i canali tradizionali è sempre più oneroso. Gli enti di ricerca investono ingenti risorse nella sottoscrizione di abbonamenti per conoscere i risultati della ricerca di altri enti, e paradossalmente talvolta pagano per accedere ai risultati degli studi da loro stessi prodotti e finanziati. A causa dei costi significativi, e delle difficoltà economiche presenti in molti Paesi nel mondo, molti studiosi e operatori sanitari affiliati ad istituzioni economicamente svantaggiate non hanno accesso a banche dati e periodici elettronici, con la conseguenza di non potersi confrontare con l’intera comunità scientifica.
Queste ed altre condizioni hanno portato ad un grande sviluppo del movimento per l’Open Access, canale complementare e alternativo di diffusione dei risultati della ricerca scientifica.
Peter Suber ha definito la pubblicazione Open Access “digitale, online, gratuita e libera da buona parte delle restrizioni dettate dalle licenze per i diritti di sfruttamento commerciale. Queste condizioni sono possibili grazie ad Internet e al consenso dell'autore o del titolare dei diritti d'autore” (1); la rete internet offre grandi possibilità di diffusione e fruizione gratuita delle informazioni, e rappresenta una opportunità per chi voglia avere accesso alla letteratura e per chi voglia pubblicare destinando il frutto del proprio lavoro a tutti, senza limitazioni.
Secondo la Dichiarazione di Berlino:
ciascun contributo ad accesso aperto deve soddisfare due requisiti:
1. L’autore(i) ed il detentore(i) dei diritti relativi a tale contributo garantiscono a tutti gli utilizzatori
il diritto d’accesso gratuito, irrevocabile ed universale e l’autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati in ogni formato digitale per ogni scopo responsabile, soggetto all’attribuzione autentica della paternità intellettuale (le pratiche della comunità scientifica manterranno i meccanismi in uso per imporre una corretta attribuzione ed un uso responsabile dei contributi resi pubblici come avviene attualmente), nonché il diritto di riprodurne una quantità limitata di copie stampate per il proprio uso personale.
2. Una versione completa del contributo e di tutti i materiali che lo corredano, inclusa una copia della autorizzazione come sopra indicato, in un formato elettronico secondo uno standard appropriato, è depositata (e dunque pubblicata) in almeno un archivio in linea che impieghi standard tecnici adeguati (come le definizioni degli Open Archives) e che sia supportato e mantenuto da un’istituzione accademica, una società scientifica, un’agenzia governativa o ogni altra organizzazione riconosciuta che persegua gli obiettivi dell’accesso aperto, della distribuzione illimitata, dell’interoperabilità e dell’archiviazione a lungo termine
Questa sezione offre riferimenti bibliografici per l’approfondimento del tema e collegamenti a siti Open Access che offrono risorse per la sanità.
(1) Suber P. Breve Introduzione all'Accesso Aperto (Internet). Traduzione italiana di Susanna Mornati, CILEA, Progetto AEPIC (Consultato il 31 maggio 2011).
Disponibile all'indirizzo: http://www.iss.it/binary/bibl/cont/Suber.1110468892.pdf