Banner OAPer Open Access (OA) o Accesso Aperto si intende l’accesso libero e senza barriere al sapere scientifico, come dichiara nel 2002 la Budapest Open Access Initiative, nota come BOAI, i cui principi sono in seguito riaffermati dalla Berlin Declaration on open access to knowledge in the Sciences and Humanities.
Open Science (OS) o Scienza Aperta è il movimento che cerca di estendere il principio dell’Open Access alle prassi, alle metodologie, agli strumenti, e soprattutto ai dati della ricerca.

OPEN ACCESS
L’Open Access mira a favorire la condivisione e la crescita della conoscenza scientifica attraverso il libero accesso ai risultati della ricerca, senza le restrizioni previste dalle licenze commerciali tradizionali e dal costo dei periodici.

Nasce come un’opportunità per la ricerca che si alimenta e progredisce attraverso la condivisione dei saperi, la disseminazione e l’accesso ai risultati degli studi. Senza il digitale l’accesso aperto non sarebbe oggi possibile, infatti si tratta di un movimento che sfrutta le potenzialità del digitale e della rete per disseminare e condividere i prodotti della ricerca.

La Commissione europea e l’Open Access
L’Open Access è oggi la principale modalità di pubblicazione prevista dai mandati di enti e istituzioni finanziatrici di progetti di ricerca nazionali ed europei. La Commissione Europea (CE) sostiene la pubblicazione in accesso aperto dei risultati di ricerche finanziate dalla CE e fornisce infrastrutture e linee guida per il deposito negli
archivi istituzionali ad Accesso Aperto.
In particolare, per i progetti finanziati nell’ambito nel programma quadro “Horizon 2020. The Eu framework programme for research and innovation“, diventa obbligatorio l’Accesso Aperto come modalità di disseminazione delle pubblicazioni finanziate nell’ambito del programma, così come previsto da una clausola del Multi-beneficiary Grant Agreement: “Each beneficiary must ensure open access (free of charge online access for any user) to all peer reviewed scientific publications relating to its results.” Per ottemperare a questa clausola ciascun beneficiario di finanziamenti UE dovrà quindi assicurare l’Accesso Aperto a tutte le pubblicazioni “peer reviewed” che presentano i risultati dei progetti finanziati.

PLAN S
Plan S
, è una iniziativa diffusa nel settembre 2018 da Science Europe al fine di promuovere le pubblicazioni in Accesso Aperto. L’origine di Plan S è coerente con le Conclusioni del Consiglio d’Europa del 26 maggio 2016 e con le “Recommendation on access to and preservation of Scientific Information”, approvate dalla Commissione Europea il 25 aprile 2018.
Plan S invita i ricercatori ad adeguarsi entro il 2020 ai 10 principi proposti dalla cOAlition S, un Consorzio di enti di ricerca e fondazioni. Lo scopo è quello di rendere pubblica e facilmente consultabile la ricerca per tutti.
PlanS è sottoscritto da molti enti di ricerca riuniti nel Consorzio cOAlition S.

ISTITUZIONI E UNIVERSITA’ SUPPORTANO L’OPEN ACCESS
Nel contesto internazionale, molti Paesi hanno scelto di favorire la pubblicazione “aperta” degli esiti della ricerca, ed hanno promosso e finanziato in modi diversi il percorso di transizione verso l’Accesso Aperto. Nell’ambito universitario italiano, la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha emanato precise linee guida, sviluppate nell’ambito del gruppo di lavoro  nazionale sull’Open Access.

GREEN, GOLD, PLATINUM, DIAMOND OPEN ACCESS
– ARCHIVI APERTI: In alcuni casi la pubblicazione dei prodotti della ricerca in archivi aperti può essere indipendente dal processo di revisione e valutazione; si tratta di una forma particolare di Accesso Aperto, in quanto potrebbe riguardare contributi che non hanno superato un processo di revisione fra pari o non saranno mai accettati da una rivista. Se da una parte l’accesso rapido a questi contributi può essere utile, sono necessarie grande esperienza e capacità critica nella lettura e valutazione degli stessi.
– GREEN OPEN ACCESS: Si tratta di una importante strategia dell’Open Access e consiste nella pubblicazione in un Archivio aperto istituzionale o tematico, o Repository: prevede che la versione finale dell’articolo, che ha superato il vaglio dei pari ed è accettato per la pubblicazione sia depositato in un archivio. Questa versione dell’articolo, nota anche come versione  di “post-print” o “author’s accepted  manuscript“, è comprensiva di tutte le modifiche richieste dalle attività di peer reviewing, ma non è ancora formattata dall’editore. La pratica di deposito in archivio, denominata anche Green Road, è accettata dalla maggior parte degli editori internazionali, i quali consentono agli autori di archiviare i propri lavori nei repository istituzionali al fine di garantirne l’accesso universale e la conservazione nel tempo.
Altri editori consentono il deposito del post print negli archivi istituzionli al momento della pubblicazione o dopo un periodo di embargo previa apposizione di un disclaimer legale. L’Open Access posticipato tramite archiviazione nell’archivio istituzionale è sempre gratuito. La banca dati SHERPA/RoMEO consente di consultare le policy scelte dai vari editori.
– GOLD OPEN ACCESS: Si tratta della pubblicazione degli articoli ad Accesso Aperto in rivista. In particolare, alcune riviste sono interamente gratuite, altre sono riviste ibride, in quanto gli editori commerciali offrono la possibilità di pubblicare, a pagamento, contributi scientifici ad Accesso Aperto all’interno di riviste o pubblicazioni che richiedono un abbonamento per accedere al resto dei contenuti.
Alcune riviste Open Access non impongono tariffe di pubblicazione in quanto sono supportate dagli enti di ricerca e dalle società scientifiche (Platinum o Diamond open access).  In altri casi viene richiesto all’autore per la pubblicazione il pagamento di un Article Processing Charge (APC) al fine di coprire le spese editoriali e di pubblicazione. Il costo dell’APC può essere sostenuto dall’istituzione, dall’ente finanziatore, o dall’autore stesso. Alcuni editori prevedono deroghe al pagamento, per esempio, per giovani ricercatori.
La directory DOAJ consente di consultare e selezionare le riviste Open Access dell’ambito disciplinare di interesse.

I CONTRATTI TRASFORMATIVI
I contratti di tipo trasformativo (tranformative agreements) introducono un diverso modello economico di contratto fra Editori e Enti o Consorzi, o interi Stati, che dovrebbe sostenere il processo di comunicazione scientifica e favorire la transizione ai modelli Open Access e Open Science.
Con i contratti trasformativi, la spesa sostenuta dalle istituzioni o dai consorzi per la consultazione dei periodici scientifici si trasforma in spesa anche per la pubblicazione ad accesso aperto (publish & read o read & publish) da parte degli autori a essi affiliati, che non sono più tenuti al pagamento delle APC nel momento in cui pubblicano un articolo.
I contratti trasformativi nascono anche al fine di contrastare il fenomeno del cosiddetto double dipping, a causa del quale i centri di ricerca e le istituzioni accademiche sostengono costi per gli abbonamenti ai periodici scientifici sui quali si pubblicano i risultati delle ricerche finanziate dagli stessi centri di ricerca. Altro obiettivo fondamentale è quello di ridurre, fino all’azzeramento completo, i costi a carico degli autori promuovendo la pubblicazione di contributi  ad Accesso Aperto a vantaggio della comunità scientifica mondiale. In tutti i contratti trasformativi fino ad ora negoziati, l’autore ha sempre facoltà di scegliere se pubblicare ad Accesso Aperto oppure no e, tale scelta, si effettua dopo aver ricevuto la comunicazione di accettazione dell’articolo per la pubblicazione.
A partire dal 2020, il Gruppo Care (che si occupa di negoziare alcune risorse per le Università italiane) ha iniziato a sottoscrivere, per la prima volta in Italia, nuovi contratti di tipo trasformativo I contratti trasformativi sono ancora in una fase che potremmo definire sperimentale, e la BVS-P è molto attenta ai processi di trasformazione ed interessata ai nuovi modelli di contrattazione. La Biblioteca Virtuale seguirà i processi di trasformazione dei contratti cercando di favorire e promuovere, per quanto è nelle sue possibilità, sia l’Accesso Aperto dei risultati della ricerca, sia le condizioni di pubblicazione delle ricerche svolte all’interno delle Aziende Sanitarie Regionali e di ARPA.

L’UNIONE EUROPEA E LA SCIENZA APERTA

OPEN SCIENCE O SCIENZA APERTA
Si tratta di un movimento che cerca di estendere il principio dell’Open Access alle prassi, alle metodologie, agli strumenti, e soprattutto ai dati della ricerca. Costituisce l’evoluzione dell’accesso aperto, come affermato in BOAI10, Budapest Open Access initiative 10 years later.
E’ sinonimo di maggiore sostenibilità, rigore e responsabilità della ricerca. Si basa sui principi di trasparenza, riproducibilità, inclusione, correttezza, equità e collaborazione e cerca essenzialmente di cambiare il modo in cui si fa ricerca, come viene valutata e come viene insegnata. Mira a rendere la ricerca più aperta alla partecipazione, alla revisione o alla confutazione, al perfezionamento e al ri-utilizzo, a beneficio di tutti.
Dal 2016 la Scienza Aperta è anche un obiettivo strategico dell’Unione Europea, che ha avviato la realizzazione di una European Open Science Cloud. La European Open Science Cloud è intesa a migliorare e promuovere una più efficace condivisione e circolazione delle conoscenze scientifiche e si configura come un sistema complesso basato su una governance partecipata in grado di rafforzare la cooperazione e garantire la sostenibilità dei servizi e delle infrastrutture comuni attraverso modelli federati. I risultati delle ricerche, quali dati e pubblicazioni, dovrebbero essere gestiti e distribuiti secondo modalità che assicurino la loro scoperta, l’accesso, l’interoperabilità e il riuso da parte di altri ricercatori o operatori economici, secondo i principi riassunti nell’acronimo FAIR: Findable, Accessible, Interoperable, and Reusable.

I PRINCIPI DI FAIR
I principi FAIR, elaborati nel 2014 sono principi fondamentali volti ad ottimizzare la riutilizzabilità dei dati della ricerca. Essi rappresentano un insieme di linee guida e pratiche sviluppate per garantire che i dati, o qualsiasi oggetto digitale, siano Findable / Rintracciabili, Accessible / Accessibili, Interoperable / Interoperabili e Re-usable / Riutilizzabili:

  • Rintracciabili: per poter rendere i dati riutilizzabili occorre che siano per prima cosa rintracciabili dagli esseri umani e dalle macchine. Il recupero automatico e affidabile di set di dati dipende dagli identificatori persistenti (PID) utilizzati, quali ad esempio DOI, Handle o URN, e dai metadati descrittivi attribuiti ai dati, che devono essere registrati in “cataloghi” o in repository indicizzabili anche dalle macchine.
  • Accessibili: i dati o almeno i loro metadati devono poter essere accessibili dagli esseri umani e dalle macchine anche attraverso sistemi di autenticazione e autorizzazione (non è necessario che i dati depositati siano open access) mediante l’uso di protocolli standard. I dati e i loro metadati devono essere depositati in archivi o repository che li rendano possibilmente persistenti nel tempo e rintracciabili in rete. Almeno i metadati dovrebbero rimanere sempre disponibili anche quando i dati non sono in open access.
  • Interoperabili: i dati devono poter essere combinati e utilizzati insieme con altri dati o strumenti. Il formato dei dati deve pertanto essere aperto e interpretabile da vari strumenti, compresi altre basi di dati. Il concetto di interoperabilità si applica anche ai metadati. Ad esempio, i metadati dovrebbero utilizzare un linguaggio standardizzato e condiviso a livello internazionale dai diversi servizi di indicizzazione.
  • Riutilizzabili: sia i metadati, sia i dati devono essere descritti e documentati nel migliore dei modi, a garanzia della loro qualità e perchè possano essere replicati e/o combinati in contesti diversi. Il trattamento dei dati dovrebbe conformarsi agli standard o ai protocolli riconosciuti dalle comunità scientifiche di riferimento. Il riutilizzo dei metadati e dei dati dovrebbe essere dichiarato con una/o più licenze aperte chiare ed accessibili.

Qui è possibile consultare alcuni documenti per approfondire il tema e siti Open Access contenenti risorse per la sanità.